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Trovati 2 provvedimenti correlati a questa materia.

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T.A.R. Abruzzo - L’Aquila (Sezione Prima) – sentenza depositata il 09.12.2025 n. 548 - Pres. Panzironi Est. Colagrande

T.A.R. Abruzzo - L’Aquila (Sezione Prima) Rel. Pres. Panzironi Est. Colagrande N. 548/2025 09/12/2025
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Massima Rilevante:

format_quote "La mera rassegna giurisprudenziale dei principi che governano l’istituto dell’accesso agli atti senza specificare quali siano gli elementi mancanti, equivale ad enunciare una motivazione apparente, non potendo sostituire l’esplicita enunciazione dei presupposti di fatto che, a giudizio dell’amministrazione, impediscono di accogliere l’istanza.

È illegittimo il provvedimento con cui una Pubblica Amministrazione ha denegato ad una società esercente un’attività commerciale, che – riservandosi di promuovere azione di risarcimento ‘dei danni subiti a causa dell’andamento non regolare dei lavori’ e del permanere del cantiere che avrebbe sottratto alla libera visuale e reso difficilmente accessibile il locale – ha richiesto l’accesso alla documentazione inerente alla gestione del cantiere antistante l’esercizio commerciale, essendo assai verosimile che, dalla mancata conclusione dei lavori nel termine stabilito, siano derivati effetti negativi sull’avviamento dell’attività commerciale.

Il mancato versamento dei diritti di segreteria non può costituire elemento ostativo all’accoglimento dell’istanza di accesso."
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T.A.R. Abruzzo – L’Aquila (Sezione Prima) – sentenza depositata il 10.09.2025 n. 406 - Pres. Panzironi Est. Baraldi

T.A.R. Abruzzo - L’Aquila (Sezione Prima) Rel. Pres. Panzironi - Est. Baraldi N. 406/2025 10/09/2025
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Massima Rilevante:

format_quote "“I provvedimenti sanzionatori di abusi edilizi, anche se trattasi di opere abusive risalenti nel tempo, sono atti dovuti che non abbisognano di particolare motivazione circa la sussistenza di un interesse pubblico concreto ed attuale alla demolizione, posto che l’esercizio del potere repressivo- sanzionatorio risulta sufficientemente giustificato, quanto al presupposto, dalla mera (oggettiva) descrizione delle opere abusivamente realizzate in carenza del prescritto titolo edilizio.”

“Il principio in questione non ammette deroghe neppure nell’ipotesi in cui l’ingiunzione di demolizione intervenga a distanza di tempo dalla realizzazione dell’abuso, il titolare attuale non sia responsabile dell’abuso e il trasferimento non denoti intenti elusivi dell’onere di ripristino (Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria, 17.10.2017, n. 9).”

“Il provvedimento con cui viene ingiunta, sia pure tardivamente, la demolizione di un immobile abusivo e giammai assistito da alcun titolo, per la sua natura vincolata e rigidamente ancorata al ricorrere dei relativi presupposti in fatto e in diritto, non richiede motivazione in ordine alle ragioni di pubblico interesse diverse da quelle inerenti al ripristino della legittimità violata che impongano la rimozione dell’abuso.”"